Novità solari minerali: cosa sono e come funzionano

by 9 luglio 2021
Novità solari minerali: cosa sono e come funzionano

Cosa sono i solari minerali e perchè sono più sicuri per la pelle? Ecco tutto quello che dovete sapere!

Solari minerali: cosa sono e come funzionano

I solari minerali sono prodotti che utilizzano un filtro fisico (chiamato anche filtro minerale) come protezione contro le radiazioni del sole. Formulati utilizzando due composti, che sono l’ossido di zinco e il biossido di titanio, questi composti minerali non micronizzati sono in grado di schermare tutti i raggi, creando sull’epidermide una barriera riflettente.

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Nelle intenzioni dei loro produttori, questi cosmetici si caratterizzano per garantire la massima sicurezza associata all’impiego sulla pelle di una barriera di tipo fisico e non chimico, come invece succede con i solari classici.

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Effetti positivi e negativi delle radiazioni solari

È ormai noto a tutti che le radiazioni solari sotto forma di fotoni, dopo aver colpito l’epidermide, vi penetrano provocando una serie di reazioni di cui alcune benefiche a altre dannose. Tra le azioni vantaggiose vi è la sintesi di vitaminaD, che viene prodotta a partire dal suo precursore pro-vitaminico a livello dei cheratinociti, elementi cellulari presenti sulla superficie cutanea, che sono stimolati dai raggi UV.

Un’altra azione positiva collegabile al sole è quella dello sviluppo di energia termica, in grado di migliorare la microcircolazione sanguigna e quindi l’ossigenazione dei tessuti. La foto-bio-stimolazione prevede un insieme di reazioni biochimiche responsabili del mantenimento del controllo metabolico sull’organismo, che non potrebbe vivere senza i raggi del sole. Oltre a tali aspetti benefici però, le radiazioni solari ne provocano altri estremamente dannosi per il benessere, che si traducono innanzitutto in processi di invecchiamento precoce della pelle.

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Gli effetti negativi del sole

È ormai assodato come la comparsa delle rughe sia strettamente collegato all’attività dei raggi solari sulle cellule epidermiche, stimolate a sintetizzare radicali liberi ad attività ossidante. Parallelamente si determina un progressivo deterioramento delle fibre elastiche e del collagene, che contribuiscono a rendere la superficie cutanea disidratata, priva di turgidità, opaca e con evidenti discromie, dovute agli accumuli di melanina.

Il processo di foto-invecchiamento risulta essere uno dei fattori più rilevanti per il deterioramento sia estetico che funzionale dei cheratinociti. Il progressivo e continuo degrado del patrimonio genetico contenuto nel loro nucleo è collegabile anche all’insorgenza di mutazioni che, su soggetti predisposti, può causare forme tumorali alla pelle, tra cui il terribile melanoma.

Come l’organismo reagisce alle radiazioni solari

L’organismo umano, grazie alla presenza della melanina che è un pigmento con attività protettiva verso i cheratinociti, riesce in parte a difendersi dagli effetti nocivi delle radiazioni solari. La protezione garantita da tale composto non è sufficiente e bisogna ricorrere sempre e comunque all’impiego di filtri solari per evitare di correre rischi.

Il fototipo è un indice specifico di ogni individuo ed è collegato alla sua capacità di sopportare le radiazioni solari senza che siano in grado di causare danni. Le persone bionde, con una pelle tendenzialmente pallida, ricca di lentiggini e con occhi chiari si rivelano particolarmente sensibili all’esposizione solare, al contrario di chi è caratterizzato da occhi e capelli scuri e da una carnagione olivastra, che tollera meglio le radiazioni del sole. Qualsiasi sia il fototipo e l’età del soggetto, è sempre necessario evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, privilegiando quelle del mattino e del tramonto, per limitare i rischi di fotoesposizione dannosa.

Sarebbe buona norma anche proteggere il corpo e soprattutto il viso con indumenti, cappelli e occhiali da sole nelle prime fasi di esposizione alle radiazioni solari, per consentire alla pelle di adattarsi gradualmente all’impatto con una condizione climatica che deve essere affrontata con estrema cautela. L’impiego delle creme solari, formulate secondo determinati requisiti, aiuta in parte, ma non completamente, a difendersi dalla forza impattante del sole, in quanto la loro composizione si basa su filtri chimici che assorbono l’energia dei fotoni, impedendo che essi vadano a impattare con i cheratinociti.

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Raggi UV al sole: cosa sono e come proteggersi

  • I raggi UV raggiungono la terra in minima quantità (3% sul totale delle radiazioni solari) ma nonostante questo svolgono un ruolo di notevole importanza, che può rivelarsi sia benefico che dannoso.
  • I raggi UVA, che rappresentano circa il 98% della totalità degli ultravioletti, hanno effetti positivi sull’abbronzatura e moderati sul danneggiamento cutaneo, poiché distruggono i capillari del microcircolo e contribuiscono alla degradazione di collagene ed elastina.
  • I raggi UVB, che abbronzano in maniera minore, sono però più dannosi poiché riescono a modificare il materiale genetico, aumentando il rischio di insorgenza di tumori cutanei.
  • I raggi UVC sono i più pericolosi in assoluto, in quanto possiedono un elevato potere cancerogeno e fortunatamente vengono trattenuti a livello dell’ozonosfera.

Gli effetti positivi dei raggi ultravioletti si collegano alla stimolazione di sintesi di vitamina D, al potenziamento della funzionalità circolatoria e all’incentivazione della concentrazione di melanina, il pigmento protettivo della pelle. Un’eccessiva esposizione ai raggi UV di qualsiasi tipo è sempre responsabile dell’insorgenza di arrossamenti, bolle ed edemi, che possono provocare la comparsa di eritema, spellature e invecchiamento cutaneo.

Diversi tipi di protezione solare

Per orientarsi su cosa sono i filtri solari, è necessario tenere conto del proprio fototipo in quanto a ogni fototipo corrisponde un giusto fattore solare, che è un numero compreso tra 5 e 50 e indicato su ogni confezione.

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Esistono 6 differenti fototipi, che sono:

  • fototipo 1, pelle chiarissima, occhi chiari, capelli biondi o rossi;
  • fototipo 2, pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi o castani;
  • fototipo 3, pelle sensibile, occhi medi o chiari, capelli biondo scuro;
  • fototipo 4, pelle mediamente sensibile, occhi medio-scuri, capelli castani;
  • fototipo 5, pelle olivastra, occhi scuri, capelli castano scuri o neri;
  • fototipo 6, pelle non sensibile, occhi scuri, capelli neri o scurissimi.

I diversi fattori di protezione solare devono essere scelti in base al proprio tipo di carnagione, in quanto esiste una corrispondenza più o meno biunivoca tra il grado di sensibilità della pelle e lo schermo solare da utilizzare.

Da 5 a 10, la protezione offerta è bassa, da 15 a 25 è media, da 30 a 50 è alta e oltre i 50 si parla di protezione totale, che impedisce a qualsiasi radiazione di raggiungere la superficie epidermica. Per effettuare la scelta giusta, è necessario considerare anche la presenza di schermi solari contro raggi UVA e UVB.

Come funzionano le creme solari

È noto che un’esposizione prolungata ai raggi solari e senza protezione può, non solo provocare fastidiose scottature solari, ma anche essere dannosa per la salute. Fondamentale, quindi, è esporsi sempre con la protezione giusta per il vostro tipo di pelle, ma come funzionano le creme solari? Questi prodotti contengono due diversi tipi di filtri, quelli fisici e quelli chimici. I filtri fisici agiscono in maniera meccanica, ovvero, attraverso alcune sostanze opache, sono in grado di riflettere e disperdere i raggi solari e contrastare le radiazioni. I filtri chimici, invece, contengono molecole organiche complesse che permettono di assorbire l’energia delle radiazioni solari e restituirli sotto forma di calore. Discorso diverso, invece, per le sostanze protettive che si assumono per bocca, come ad esempio i carotenoidi. Questi ultimi favoriscono l’inibizione delle reazioni di ossidazione e neutralizzano i radicali liberi. Tuttavia, non sostituiscono in alcuni modo i filtri solari.

Solari chimici e fisici: cosa sono e quali sono le differenze

I solari minerali sono così chiamati perché non contengono nessuna sostanza chimica ma soltanto due componenti attive, che sono il biossido di titanio e l’ossido di zinco. Le creme solari con filtri minerali funzionano in base al fatto che, rimanendo sulla superficie della pelle e non essendo assorbite, bloccano fisicamente i raggi UV. Si tratta di riflettenti solari minerali naturali water resistant che anche in acqua rimangono aderenti alla pelle.

Le creme chimiche invece offrono una protezione cutanea mediante un assorbimento selettivo dei raggi UV, che vengono scomposti bloccando la penetrazione a quelli dannosi. Le creme solari con fattori naturali minerali sono ideali per chi ha una pelle sensibile in quanto respingono tutti i tipi di radiazione. Uno svantaggio di queste creme solari con filtri minerali è collegabile alla loro texture, piuttosto densa e pesante, che richiede un certo tempo per spalmarle.

Cosa sono i filtri per il viso

Per preservare la pelle dal photoaging e dai rischi potenziali provocati dai raggi UV è necessario applicare cosmetici solari che contengano dei filtri, in grado di fare da schermo. La pelle del viso è quella più esposta poiché sempre scoperta anche in città, quindi, è fondamentale utilizzare sempre dei filtri solari. I filtri solari sono in grado di filtrare, riflettere o trasformare parte dello spettro solare. Un buon filtro solare per il viso dovrebbe essere sicuro anche per le pelli delicate e sensibili; efficace a largo spettro, quindi che garantisca protezione sia dai raggi UVA che UVB; resistente all’acqua e dalla texture piacevole, semplice da applicare.

Le creme solari bloccano la vitamina D?

Le protezioni solari proteggono la cute dagli effetti dannosi dei raggi solari, ma allo stesso tempo impediscono l’assorbimento della vitamina D. Quest’ultima è fondamentale per il nostro organismo in quanto agisce come un ormone ed è in grado di regolare il metabolismo del calcio e del fosforo. Inoltre, agisce in maniera positiva anche sul sistema immunitario e sugli stati infiammatori. La sua carenza è collegata a diverse patologie come l’osteoporosi.

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Fondamentale, quindi, è trovare il giusto equilibrio nell’esposizione solare. Se vi esponete in maniera corretta, infatti, eviterete danni alla pelle e, al contempo, permettete all’organismo di assorbire la giusta quantità di vitamina D. Esponetevi al sole per pochi minuti un paio di volte a settimane, per poi aumentare in maniera graduale, fino ad arrivare ad un massimo di 15 minuti.

La verità sulle creme solari minerali

I filtri solari minerali naturali oppongono un vero e proprio schermo fisico alle radiazioni UV, in quanto sono formati da piccole particelle riflettenti che respingono del tutto i raggi. A differenza di quelli chimici, i solari con filtri minerali non penetrano nella pelle nè trattengono calore, e non venendo scomposti, non possono interagire con le radiazioni solari.

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La loro efficacia è assicurata sia verso gli UVA che gli UVB. Si può dire che questi prodotti si comportano come degli specchi, proteggendo l’epidermide mediante un meccanismo fisico di riflessione. Gli schermanti minerali più utilizzati sono quelli a base di ossido di zinco e biossido di titanio.

Ossido di zinco

Grazie alle sue proprietà lenitive, antibatteriche e per il suo effetto barriera, l’ossido di zinco funziona come riflettente sia verso i raggi UVB che UVA, ed è ben tollerato dalla pelle.

Infatti, tra i rimedi galenici per le dermatiti da pannolino nei neonati, viene utilizzata una pasta all’ossido di zinco chiamata Pasta di Hoffman. L’unica limitazione di questo composto è la sua formulazione, che non può essere sotto forma di spray dato che se inalata la sostanza è tossica per i polmoni; spesso trova impiego in associazione con il biossido di titanio.

Biossido di titanio

Si tratta di un composto dotato di un elevato indice di rifrazione e attivo prevalentemente contro i raggi UVB e con minore efficacia contro i raggi UVA. La sua concentrazione massima nelle preparazioni cosmetiche è del 25%; per aumentare la sua efficacia, soprattutto nei confronti degli UVA, lo schermo fisico a base di biossido di titanio può essere associato al manganese.

Per ottenere una protezione solare più efficace, sono stati realizzati prodotti con particelle micro-incapsulate in acidi grassi: in questo caso le creme solari contengono filtri fisici rivestiti da una patina oleosa, che consente di impedirne l’agglomeramento assicurando una diffusione omogenea sulla pelle.

Pro e contro dei solari minerali e chimici

Analizzando le caratteristiche dei filtri solari fisici e chimici, il primo aspetto da considerare è il meccanismo d’azione, completamente diverso tra i due tipi di protezione.

I filtri solari chimici, chiamati anche filtri organici, sono prodotti di sintesi che catturano l’energia dei raggi UV per bloccarne l’ingresso a livello delle cellule epidermiche. Grazie alla capacità di agire su diverse lunghezze d’onda (alcuni assorbono solo UVA e altri UVB), la loro attività è selettiva. Si tratta di molecole che riescono a scomporre le radiazioni solari, eliminando l’energia sotto forma di calore; questo fatto aumenta la percezione del caldo provata sulla superficie corporea. Le creme solari chimiche sono facilmente spalmabili e non hanno costi elevati, ma presentano lo svantaggio di poter determinare irritazioni e sensibilizzazioni, oltre che reazioni di fototossicità, responsabili di una riduzione di efficacia.

I filtri fisici sono maggiormente fotostabili e non prevedono conseguenze dal punto di vista del profilo tossicologico, in quanto non interagiscono direttamente con la pelle e quindi sono meno allergizzanti. Utilizzare una crema solare senza biossido di titanio sembra la scelta migliore per evitare “l’effetto patina” causato dall’ossido di zinco. La scelta tra solari chimici e fisici dipende in ultima analisi dalle personali esigenze dei consumatori e dal loro tipo di pelle.

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