I falsi miti sull’abbronzatura da sfatare per avere la tintarella perfetta
I falsi miti sull’abbronzatura da sfatare per avere la tintarella perfetta

I falsi miti sull’abbronzatura da sfatare per avere la tintarella perfetta

Stendersi al sole e lavorare sulla tintarella sembra una cosa semplice, eppure, i falsi miti sull’abbronzatura possono rovinare il risultato finale, oltre a regalarci qualche scottatura.

Raggiungere il perfetto colorito dorato si può, basta sfatate i (numerosi) falsi miti sull’abbronzatura e trovare il modo giusto per ottenere una tintarella perfettamente dorata. Il sole, infatti, regala benessere al corpo e allo spirito, ma i falsi miti sull’abbronzatura possono rendere lavorare sul colorito piuttosto complesso a causa di false credenze e consigli sbagliati che possono compromettere il risultato finale o regalarci scottature, pelle screpolata, eritemi e macchie cutanee.

Cosa sono questi falsi miti? Spesso si tratta semplicemente di luoghi comuni legati all’abbronzatura, che compromettono i risultati, rendendo la tintarella poco uniforme e duratura e che sono, soprattutto, causa principale di un’esposizione al sole poco responsabile. Dai dubbi sull’efficacia del filtri solari alle lampade abbronzanti che assicurano una pelle senza scottature, ecco tutti i falsi miti sull’abbronzatura da sfatare ORA!

Falsi miti sull’abbronzatura: con la protezione solare non ci si abbronza

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Non c’è davvero niente di più sbagliato! Lo scopo dei filtri solari, infatti, è schermare la pelle dai raggi UV, non compromettere la tintarella. Uno dei falsi miti sull’abbronzatura più pericolosi per la pelle: senza la protezione solare, infatti, si rischiano scottature e macchie cutanee, oltre a danni più seri alla cute.

Il sole è un rischio per la salute

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Dover utilizzare dei filtri solari per proteggere la pelle non significa certo che il sole sia dannoso. Godersi qualche ora all’aria aperta e sotto il sole, infatti, favorisce la produzione di endorfine e di vitamina D, una preziosa alleata contro l’osteoporosi. Insomma, prendere il sole con moderazione e attenzione, ci fa bene!

Il sole migliora l’acne è tra i falsi miti sull’abbronzatura, ma solo a metà

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Stando per molto tempo al sole avrete certamente l’impressione che la vostra pelle si asciughi e che le imperfezioni spariscano. Vero…o quasi: le ghiandole sebacee, infatti, non smettono di funzionare e ben presto potreste dover fare i conti con uno spiacevole effetto rebound. In questo caso, la soluzione migliore è proteggere la pelle con una crema solare o un gel specifico.

Prima di abbronzarsi è necessario scottarsi

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Uno tra i falsi miti sull’abbronzatura più diffusi è quello che, per ottenere una tintarella impeccabile, sia necessario prima scottarsi. Niente di più errato! Il rossore è un segnale d’allarme, che indica la presenza di un’infiammazione e che quindi la protezione è stata insufficiente.

Mettere un SPF 20 più volte è come applicare una protezione da 50+

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L’SPF o sun protection factor indica quante volte è possibile moltiplicare il tempo trascorso al sole prima che la pelle si scotti. Ecco perché riapplicare la crema è importante, ma stendere più strati non significa aumentarne il fattore di protezione. Allo stesso modo, poi, utilizzare una protezione alta non significa rimanere pallide e rinunciare all’abbronzatura.

Indossare una maglietta protegge dal sole

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Quando si parla di esposizione solare, la prima cosa da tenere sempre a mente è che non esistono scuse per non utilizzare una crema con SPF. Tra i falsi miti sull’abbronzatura, però, c’è anche la convinzione che una maglietta possa equivalere a una protezione solare: una mezza verità, ma solo se la maglietta è asciutta. In tal caso, infatti, si otterrebbe un fattore di protezione pari a 10, che scenderebbe a 2 con una maglietta bagnata.

Con qualche lampada solare ci si può esporre al sole senza problemi

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Un grande classico quando si parla di falsi miti sull’abbronzatura riguarda la presunta protezione ottenuta attraverso una doccia solare. In realtà, la colorazione così ottenuta è molto superficiale e non attiva la melanina, esattamente come gli autoabbronzanti. A cosa servono? Semplicemente a non arrivare in spiaggia troppo pallide!

La questione dello schermo totale

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Un falso mito sull’abbronzatura e le creme solari riguarda il cosiddetto “schermo totale”, ovvero una protezione a 360 gradi contro i raggi UVA e UVB. La dura verità, però, è che non esistono creme capaci di bloccare completamente i raggi UV e, per questo, è importante scegliere una protezione alta, ma avere la consapevolezza che il miglior modo per contrastare i raggi UV è prendere il sole responsabilmente.

Sotto l’ombrellone non ci si scotta e non ci si abbronza

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Credere che rimanere sotto l’ombrellone, anche se senza crema, eviterà scottature ed eritemi è uno dei falsi miti sull’abbronzatura più pericolosi in assoluto. Dall’ombrellone, infatti, filtra circa il 75% dei raggi solari e, di conseguenza, la probabilità di scottarsi è piuttosto elevata. Lo stesso vale per le giornate nuvolose: persino attraverso il cielo coperto, infatti, possono filtrare i raggi UV, senza contare che la sabbia riflette fino al 45% dei raggi ultravioletti.

Stando in acqua ci si scotta di meno

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Decisamente una convinzione errata! Il sole, infatti, riesce a penetrare la superficie dell’acqua senza difficoltà e a riflettere i raggi UV. Senza contare che, generalmente, a rimanere fuori dall’acqua sono aree sensibili come viso e spalle.

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